Tra caldo e consumo record di acqua, a Positano scatta l’ordinanza con multe salate per gli sprechi. Al Fiordo di Furore, invece, operazione interforze contro l’occupazione abusiva del demanio: sequestrati lettini e ombrelloni, multa da 6.500 euro per un operatore.

Positano, firmata l’ordinanza per l’emergenza idrica

L’ondata di caldo che sta investendo la Costiera Amalfitana mette in ginocchio le riserve idriche di Positano. L’8 luglio 2026, la sindaca Gabriella Guida ha firmato l’Ordinanza Sindacale n. 11, un provvedimento urgente per fronteggiare il vertiginoso picco dei consumi e tutelare la risorsa idrica.

La decisione fa seguito a una nota formale trasmessa lo scorso 25 giugno da AUSINO S.p.A., la società che gestisce il servizio idrico integrato. Il gestore aveva segnalato al Comune “preoccupanti cali di pressione nelle reti idriche” e “sporadiche e imprevedibili interruzioni di erogazione”, che stanno colpendo in particolare le zone più sfavorite del territorio. La causa principale, precisa la nota, è l’utilizzo improprio dell’acqua potabile, spesso dirottata verso l’innaffiamento di giardini, l’irrigazione di terreni e il riempimento di piscine private.

Con decorrenza immediata e fino al 30 settembre 2026, l’ordinanza vieta categoricamente:

  • l’irrigazione di orti, aiuole e giardini;
  • il riempimento di ogni tipo di piscina e di vasche ornamentali;
  • il lavaggio di imbarcazioni e di veicoli a motore;
  • qualsiasi altra forma di spreco d’acqua.

L’ordinanza si appella alla responsabilità dei cittadini, ma il Comando della Polizia Locale e gli organi di vigilanza sono stati incaricati di vigilare sul rispetto del provvedimento, con multe salate per i trasgressori.

Fiordo di Furore, blitz contro le occupazioni abusive

Mentre a Positano si combatte la siccità, al Fiordo di Furore scattano i controlli a tappeto. Un’operazione interforze, coordinata dal Mar. Ca. Domingo Petrocelli del Nucleo Operativo della Compagnia Carabinieri di Amalfi, ha interessato uno degli angoli più suggestivi e fragili della Costiera.

Il blitz ha portato alla luce presunte irregolarità legate all’occupazione di spazi pubblici con tavoli, sedie, lettini e ombrelloni, alcuni dei quali collocati in una zona classificata a rischio idrogeologico molto elevato (R4). Il cuore dell’intervento ha riguardato un’attività di somministrazione che avrebbe occupato senza autorizzazione una porzione di suolo demaniale fluviale, ampliando di fatto gli spazi oltre i limiti consentiti. Nel mirino dei controlli è finita anche un’attività di noleggio itinerante, che avrebbe trasformato di fatto un tratto di spiaggia libera in uno spazio gestito come stabilimento privato.

Le attrezzature sono state sottoposte a sequestro. A un operatore balneare è stata inoltre contestata una sanzione amministrativa di 6.500 euro per il mancato spurgo dei reflui, che, secondo gli accertamenti, non veniva eseguito dal 2024.

Sul piano igienico-sanitario, l’ASL ha rilevato alcune criticità e ha notificato ai titolari specifiche prescrizioni relative alla conservazione degli alimenti e ai requisiti igienici dei locali. Le verifiche tecniche hanno invece escluso anomalie negli scarichi e nei sistemi di depurazione.

L’operazione – ribattezzata “Tolleranza Zero” – ha richiesto il coordinamento di più enti: oltre ai Carabinieri, hanno lavorato le Polizie Locali di Conca dei Marini e Furore, gli Uffici Tecnici comunali, il Genio Civile, il personale ispettivo dell’ASL e i tecnici della società idrica Ausino. Un intervento complesso, finalizzato a tutelare legalità, sicurezza e ambiente in un’area di enorme valore paesaggistico.

[DIVINA FM – Raffaele Acampora]